Rinascimento

Durante il periodo Rinascimentale, il Convento venne ampliato, e fu costruito il Chiostro, dalle eleganti colonne corinzie, e venne affrescata la stanza del Capitolo, con un suggestivo ciclo di dipinti monocromi dedicati alla Storia della Vergine.

Nel 1504 venne affidato dal Vescovo all’ordine de’ Minori Conventuali della Terra di Piano, purché i frati si obbligassero a versagli un “annuatium” di una libbra di cera l’anno. La vita scorreva serena al Convento, finché alcuni facinorosi cominciarono a turbare quella pace. Il popolo pianese protestò contro queste incursioni a tal punto, che il Pontefice Alessandro VI autorizzò il Vescovo di Sovana a somministrare pene severe contro coloro che danneggiavano i beni conventuali.

Molti altri pontefici, tra cui Giulio II, Clemente VIII, Paolo III, Pio V, Sisto V, intervennero nei secoli a difesa dei frati francescani di Piancastagnaio infliggendo sanzioni canoniche e condanne di scomunica. Altri ancora, come Gregorio XIII, Innocenzo XI, Alessandro VIII concessero Indulgenza Plenaria ai fedeli iscritti alla confraternita della concezione di S. Elisabetta, che aveva la sede nel chiostro del Convento e ai visitatori della Chiesa.


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